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5

Sep

Recensione di Elamshin

Posted by Loviatar  Published in L'Impero di Elamshin

Anno 203
Il manipolo Reptilia attendeva silente fra i cespugli della spiaggia che la vendetta gli fosse servita. Sauridi e serpidi spietati, disciplinati e armati di tutto punto pronti a fronteggiare con orgoglio e ferocia qualunque avversario. Gli Idrora, loro acerrimi nemici stavano sorgendo dalle acque sotto la pioggia scrosciante, per niente infastiditi da tale condizione metereologica. Perfetti nei loro abiti suntuosi e nei loro tratti affascinanti, dannatamente letali con le loro voci amaliatrici e le loro armi affilate come rasoi.

Io guardavo con occhi cinici, pronto dal mio nascondiglio a cogliere ogni minimo vantaggio dalla situazione. Non mi importava niente dei Reptilia, ne di quelli contro cui di li a poco si sarebbero scontrati…non di tutti almeno…
Noi umani non ci mettiamo in mezzo a queste faccende, a meno che la cosa non frutti un giusto compenso, come per me in quel caso. Sono un assassino di professione, ed il mio compito quel giorno era di prendere la testa dell’Antica Creatura, il più pericoloso fra gli Idrora.

Il mandante acquattato era dietro di me, con un sorriso malevolo impresso sul volto, la pelle griga come la notte ed i capelli candidi, come ultimo elemento immacolato della sua spregevole persona. Un signorotto della guerra di razza Obscure, senza pietà ed attaccato solo alle ricchezze, come del resto tutti i suoi simili. Aspettava lì che io scattassi a prendergli ciò che mi aveva chiesto, come un cane porta un pezzo di legno lanciato dal suo padrone, impaziente di vedere ancora una volta la mia lama coprirsi di sangue.

Un debole movimento attirò i miei riflessi allenati, portando la mia attenzione verso delle piante che sembravano muoversi. Non erano abusti, ma Plantageni, esseri creati dai più folli esperimenti dell’Imperatore, con il corpo di duro legno e la saggezza di chi ha vissuto per secoli. Probabilmente avevano intuito quello che sarebbe successo da li a poco e si stavano allontanando per non essere coinvolti dalla battaglia prossima al suo esordio.
Estrassi silenziosamente la spada dal fodero di cuoio portandola in posizione, pronta a scattare davanti a me, come sempre più affamata di sangue di quanto io lo sia mai stato… Era giunta l’ora di mettersi al lavoro!
Amrant il rosso

L’Impero di Elamshin
Incorniciate in un’ambinetazione fantasy-medievale, le molteplici razze de “L’Impero di Elmashin” si relazionano fra loro all’inseguimento dei loro obiettivi personali e di Gilda. Il sistema del GDR è testuale, intuitivo per facilitare i meno esperti, ed abbastanza libero da lasciar spazio ai Gamers più vissuti di esprimere e caratterizzare il proprio stile di gioco.

Le razze sono molte, tutte singolarmente descritte e particolareggiate con abilità, pregi e difetti, per creare degli stereotipi che si adattino ai giocatori più classici e a quelli alla ricerca di qualcosa di nuovo. Proprio a proposito di razze, una della caratteristica su cui la land punta maggiormente è quella della evoluzione, che permetterà a chi ha accumulato abbastanza esperienza di intraprendere col proprio pg l’utilizzo di nuove razze chiuse, con potenzialità differenti e nuovi orizzonti di divertimento.

Anche le corporazioni sono molteplici ed in costante sviluppo. Molte nuove idee incrementano di continuo la rosa della scelta, influenzata sempre dalle preferenze dei giocatori e per niente condizionata dai soliti meccanismi che inquinano anche i migliori giochi di ruolo. Il nuovo iscritto è al corrente dall’inizio che dovrà “lavorare” duramente per raggiungere la carica a cui aspira e che ogni carica può vacillare al primo passo falso, consentendo un ottimo ricambio di master di corporazione e delle ottime possibilità per chi aspira alle cariche già occupate.

“L’Impero di Elamshin” vanta un nutrito gruppo di master di gioco, e garantisce sempre numerose giocate seguite dal “Fato”, oltre le immancabili giocate spontanee. Anche le guide offrono una copertura quasi continua per controllare che tutto si svolga al meglio e che i nuovi giunti abbiano sempre a chi rivolgersi.

Il livello del gioco fino ad ora è stato garantito dalle stesse guide che, in caso di inesperienza, offrono la loro disponibilità totale ad accompagnare chi vuole nella crescita come giocatore di ruolo. In conclusione, “L’Impero di Elamshin” si può considerare una land aperta, come le pagine di un libro sulle quali, chi vuole può scrivere da subito la sua storia di avventure, battaglie ed evoluzioni.

Telonius

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Tags: descrizione, elamshin, racconto, recensione

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15

Aug

Un incontro da ricordare

Posted by circu  Published in L'Impero di Elamshin

Ed ecco, ci trovammo di fronte a una radura. Il sole era alto, rivolto a est, ma mancava poco prima che arrivasse alla sua massima altezza. La luce penetrava dagli alberi creando un’atmosfera di pace, con alcuni angoli nella penombra e altri toccati dai raggi del sole. Proprio in uno di questi, vidimo un cavallo, o almeno sembrava così, se non per il fatto che in fronte aveva un corno di colore bianco-argenteo. Io e Ganeb rimasimo per un po’ di tempo a guardarlo, mentre si abbeverava in parte a un piccolo ruscello proveniente da una sorgente vicina. La vicinanza dell’acqua lo rendeva ancora più splendente, grazie pure al suo colore candido che rifletteva la calma e la purezza di quel momento. Decisi quindi di avvicinarmi a lui, uscendo dal nostro nascondiglio lentamente, preoccupato che quella creatura potesse scappare. Portai prima un passo sul terreno soffice per il muschio, poi un altro e un altro ancora. calpestai una foglia secca,e lui se ne accorse, alzo il muso e portò gli occhi verso di me, per poi sfuggirmi dalla vista con un trotto agile e che ben si adattava alle sue forme. Appena non mi fu più visibile, Ganeb uscì anch’esso dal cespuglio. Non disse nulla, e ci incamminammo ancora per la foresta fino a quando il sole non si trovò vicino a scomparire dietro l’orizzonte. Accendemmo il fuoco e mangiammo la carne cacciata durante la giornata. Fu proprio mentre finimmo di mangiare che sentii un rumore proveniente da dietro di me. Mi voltai e subito riconobbi la sagoma del cavallo visto nella mattinata. Si avvicinò a me, arrivandomi in parte, e sentii come se mi stesse entrando nella testa. Mi parve che anche Ganeb avesse la stessa sensazione. Fui il primo a rivolgergli la parola. “Salve, creatura maestosa che ho avuto il piacere di osservare..cosa sei?” non pensavo potesse rispondermi, ma, come se mi stessi rispondendo da solo con la mente, anche se con una voce diversa, lui mi rispose “Salve, umano. Se proprio lo vuoi sapere io sono un kilin, devoto alla natura e alla sua protezione. Vi do il benvenuto nella foresta, anche se da quello che ho visto oggi non dovreste esserlo” “Perché?” gli chiesi. “Perché avete ucciso una creatura che faceva parte di questo luogo” fu la sua unica risposta. Rimasi a pensare alle sue parole, per poi rispondergli “Beh, ci serviva per sopravvivere, non abbiamo qui con noi abbastanza cibo”. Il kilin mi rientrò nella testa per rispondermi “Qui nella foresta potete trovare anche cibo che non sia animale. Prendete ad esempio le bacche, non penso che dispiacerà agli alberi. Solo questo sono venuto a dirvi: cercate di rispettare la natura”. Nitrì leggermente, mentre lasciava il contatto con le nostre menti e tornava velocemente da dove era venuto. A quel punto Ganeb prese la parola “Sarà meglio ascoltare quella creaatura, dopotutto guarda dove ci troviamo” indicò gli alberi attorno e il cielo, ormai divenuto stellato, che si estendeva sopra la nostra zona. Lo guardai per un attimo, e pensai che quello era il giorno più bello della mia vita.

Memorie di Jidar, cacciatore che si pentì di quello che aveva fatto agli animali

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Tags: Ambientazione, elamshin, foresta, kilin, natura, racconto, umani

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16

Apr

Guida Breve alla Creazione del Background del Pg

Posted by Loviatar  Published in L'Impero di Elamshin

1 – stabilire preventivamente la razza, la classe, il nome del personaggio (quest’ultimo possibilmente adeguato al contesto in cui il personaggio va ad inserirsi, evitando nomi presi da saghe o fumetti famosi o da contesti non consoni a quello dove il nostro personaggio vivrà)

2 – decidere il suo allineamento, cosa che in parte influenzerà anche il carattere di tale personaggio. Il carattere è molto importante, perchè tutte le creature viventi hanno una propria personalità, pregi e difetti, che si evolvono man mano che si incontra nuova gente o si fanno determinate esperienze. Nessuno vi chiederà mai “di che allineamento sei?” ma potrebbero chiedere come la pensi, e quindi bisogna avere le idee ben precise. Inoltre questo è fondamentale per sapere come il nostro personaggio reagirà di fronte a certe situazioni: se sarà terribilmente testardo e orgoglioso, se piegherà la testa, se si dispererà, se rimarrà freddo e impassibile, se piangerà, se riderà, se si terrà in disparte dalla folla o la cercherà, se amerà viaggiare o stare in città ecc.

3 – creare un background, ovvero una storia che identifichi il passato del vostro personaggio. Ovviamente lui sarà libero di parlarne o meno, ma è sempre importante tenere ben presente come ha vissuto il proprio personaggio prima di arrivare in queste nuove terre. Bisogna che si sappia qualcosa dei suoi genitori, di quel che gli è accaduto, perchè si è ritrovato nella nuova cittè, di che obbiettivi si pone, perchè ha iniziato a studiare l’arte del guerriero, o le arti arcane, o perchè fa un determinato lavoro, ecc. Inoltre, bisogna tenere sempre ben presente la razza alla quale si appartiene e la storia propria del mondo in cui il nostro personaggio vivrà.

4 – una volta fatto questo si può iniziare a giocare, tenendo ben presente quali sono le caratteristiche del proprio personaggio e agendo di conseguenza ad esse. E’ bello cercare con la fantasia di creare situazioni sempre nuove e anche il personaggio stesso, si doti di particolarità che lo contraddistinguono dagli altri: maniere di dire sempre ripetute, frasi che ama declamare, tic nervosi, descrizione del portamento.

5 – proprio per la questione della difficoltà di riconoscimento dei personaggi, sarebbe bene che ognuno scegliesse degli abiti, degli abbinamenti di colore, una pettinatura e usasse sempre (per quanto possibile) quella, in modo che gli altri possano riconoscerlo a colpo d’occhio senza sbagliarsi.

6 – per giocare al meglio basta immedesimarvi nel vostro personaggio il più possibile, cercare di vedere il mondo come lui lo vede e agire come lui agirebbe. In un certo senso bisogna affezionarsi al proprio personaggio come da bambini vi affezionavate a un pupazzo, un peluche o una macchinina che fosse, e avere sempre riguardo per lui, senza lanciarlo in avventure dalle quali potrebbe non tornare vivo solo perchè “tanto è un gioco”. Anche il vostro peluche o pupazzo o macchinina era un gioco, ma proprio perchè vi eravate affezionati dubito che avreste messo in pericolo la sua incolumità gettandolo dal sesto piano o buttandolo sotto una falciatrice.

Fare gdr significa vivere il proprio personaggio, non sfruttarlo per vendicare in gioco tutte le frustrazioni (ce ne sono sempre per tutti) della vita reale. Essere superiori perchè di livello più alto non è importante. La divisione reale è solo fra chi fa buon gdr e chi non fa gdr per nulla

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Tags: Background, Personaggio, Pg

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