Sulla morte del Corpo
Ogni giorno, con prassi instancabile e ordinata, alcuni vengono al mondo
ed altri lo lasciano, la parentesi delle loro vite si chiude su questo
mondo, i piani delle divinità si compiono, com’è e come sarà sempre;
studiando i cadaveri dei combattenti lasciati sui campi di battaglia,
siamo arrivati a definire 4 fasi della morte:
- disidratazione: perdita dei liquidi, iniziale degenerazione degli organi interni
- decompattazione: colonizzazione da parte di parassiti, atrofia completa dei muscoli e cedimento delle strutture degli organi interni
- macerazione: arrivo dei parassiti di secondo ordine, che si nutrono di ciò che rimane della carcassa
- carbonizzazione: ciò che resta del cadavere è molto simile al carbone, viene colonizzato da spore vegetali, funghi, parassiti di terzo ordine.
Questo processo avviene in sette giorni per i cadaveri che giacciono sul terreno, in acqua non avviene la disidratazione, e non vi sono parassiti di primo ordine, quindi la salma si mantiene più a lungo.
Il potere delle Divinità Sharaim e Miarahs, oltre ad essere quello di comandare questo sistema, può essere quello di fermare questo processo, ristabilendo la vita nel corpo.
Le divinità possono ricongiungere ciò che si separa durante le quattro fasi, ma le regole del cosmo vogliono che questa operazione, che richiede molta fede ed esperienza, possa essere eseguita non più di 4 volte per la stessa persona:
la resurrezione fa in modo che il corpo torni alla vita, ma qualora dovesse di nuovo succedere di morire, il corpo effettuerebbe più velocemente laprima fase della morte, avendola già effettuata in passato, giungendoalla decompattazione molto prima, e così via.
Sull’Anima Eternamente Viva
La morte rappresenta la fine solo per chi non conosce i misteri di fede,
o quelli arcani; di fatto la morte è la separazione del corpo
dall’Anima, la cessazione del respiro, l’esaurimento della volontà.
Il corpo rimane inerme, ma l’Anima, che è la coscienza dei 3 sensi
vista, udito e olfatto, unita al pensiero, ritorna alla dimensione di
esistenza che aveva prima di entrare nel corpo, al momento della
nascita; ha vista, udito, olfatto e pensiero, ma di fatto non ha azione
nè volontà, senza il corpo. Al nostro primo respiro l’Anima entra nel
corpo e lo abita, insieme generano la volontà, e Anima e corpo dipendono
una dall’altro.
Risurrezione secondo i Sacerdoti sacri:
Il potente mistero del ritorno dalla morte è un dono di Sharaim, che può
essere ottenuto con un rituale lungo e faticoso, che il Teologo Sacro
deve eseguire in quest’ordine:
-assicurarsi che il corpo non perda liquidi e che sia integro, ricucire
eventuali ferite da taglio, ricongiungere e fasciare arti lesionati o
staccati
-immergere il corpo nella vasca sacra, con la testa che punta a Nord, e
sistemare una fiaccola spenta. In corrispondenza dei piedi, al di fuori
della vasca, sistemare sul pavimento un vassoio di metallo con della
cenere.
-benedire l’acqua della vasca sacra, il cui livello deve superare di
poco il cadavere, due dita al massimo.
-Inginocchiarsi vicino al vassoio, pregando:”Chiedo a te, perchè a te tutto torna,dai ritorno a quest’anima disciolta”
-Poggiare la mano destra sulla cenere e ripetere la preghiera, e
ottenere l’assoluto silenzio. A questo punto il Teologo percepirà una
presenza nella stanza, l’anima è stata richiamata, ma non può in nessun
modo interagire col Sacerdote o con il corpo.
-Pronunciare “Alma, Luce, Corporis” scandendo bene e respirando tra
una parola e l’altra. Entro pochi minuti la fiaccola spenta in
corrispondenza del nord si accenderà, quello è il segno che Sharaim sta
per esprimere il suo volere, se in vita la persona ha meritato una
“seconda possibilità”, l’anima sarà incanalata nel corpo, altrimenti la
rottura tra i due resterà permanente.
-Prendere il vassoio con la cenere e poggiarlo sul petto del corpo,
inginocchiandosi a pregare. Il vassoio resterà sospeso sopra l’acqua
della vasca, e la cenere comincerà a fumare, per poi diventare segatura,
poi fango, il fumo si dissiperà e sul vassoio sarà presente un ovolo di
terracotta, con inciso il nome che il cadavere aveva in vita.
Il responso del rito sarà dato dalla fiaccola, se l’anima ritornerà nel
corpo, essa si spegnerà al momento del nuovo primo respiro del
resuscitato, altrimenti si consumerà e diverrà cenere.
Resurrezione secondo i Sacerdoti Profani:
C’è sommo potere nella Iereus Rei Profanae, tale da poter decidere il
destino di un corpo morto. Facendosi Strumento di Miarahs, può offrire
il destino di quella vita alla Dea, e la Dea deciderà. Il tutto è
scandito da un rito, una procedura da rispettare.
-assicurarsi che il corpo non perda liquidi e che sia integro, ricucire
eventuali ferite da taglio, ricongiungere e fasciare arti lesionati o
staccati
-immergere il corpo nella vasca sacra, con la testa che punta a Sud, e
sistemare una fiaccola accesa. In corrispondenza dei piedi, al di fuori
della vasca, sistemare sul pavimento un vassoio di terracotta con dentro
del fango.
-benedire l’acqua della vasca sacra, il cui livello deve superare di
poco il cadavere, due dita al massimo.
-Sacrificare un corvo, versandone il sangue nel vassoio di terracotta,
pronunciando “Dea assoluta, radice del mondo
posa il tuo occhio su quest’anima senza corpo”
-Poggiando il palmo destro sul terreno il Sacerdote sentirà come le
vibrazioni di passi, lenti e leggeri, questo è il segno della presenza
dell’anima, ch’è stata richiamata nella stanza.
-Pronunciare “Corporis, Tenebrae, Alma” scandendo bene e respirando tra una
parola e l’altra, e attendendo il manifestarsi di Miarahs con lo
spegnimento della fiaccola accesa. Contemporaneamente, si illuminerà il
vassoio con il fango mischiato al sangue di corvo.
-Poggiare il vassoio con il fango ed il sangue sull’addome del corpo, al
centro della vasca, il vassoio resterà sospeso a livello dell’acqua, il
contenuto comincerà a mescolarsi da solo, diventando ghiaia, poi
segatura, e infine cenere.
-Inginocchiarsi e pregare, aspettando il volere di Miarahs.
Il risultato della resurgo si vedrà nel recipiente di terracotta, se il
rito ha avuto buon esito una folata di vento spazzerà la cenere,
mostrando il nome del cadavere sul fondo del vassoio. Il cadavere avrà
un sussulto, e il vassoio andrà in pezzi. Altrimenti dopo poche ore la
fiaccola si riaccenderà.
OFF GAME
-Riuscita 6 o più con Tiro dado da 10
-Una volta resuscitati non si ha memoria del momento della morte, la
durata della lontananza dell’anima dal corpo fa perdere ore di memoria
in proporzione.
-In caso di non riuscita la resurgo può essere riprovata il giorno
successivo e in caso di mancata riuscita per almeno 3 volte il corpo
verrà resurgato ugualmente
- Il pg deceduto deve
attendere una settimana dal giorno della sua morte prima che il
sacerdote possa effettuare la resurgo, in caso di resurgo precedente nei
giorni verrà impedito al personaggio di risorgere e punito il sacerdote
che ha dato atto alla giocata, off game con alcuni giorni di esilio da
Elamshin.
-Il pg può morire per almeno 4 volte e riuscire a risorgere alla 5 volta
egli non potrà più tornare in vita, al player è consentito però creare
un nuovo personaggio o ruolare come anima.
-In caso di ottimo giocatore e di comprovata abilità di gioco, e lungo
periodo di permanenza attiva ad Elamshin, lo staff può concedere la
condizione di non-morto che prevede il riutilizzo del proprio corpo e un
ultima morte ultima. Il non morto non può morire per malattie o ferite
da taglio ma può morire solo se tocca il fuoco o l’acqua. Il potere di
forza e destrezza è dimezzato di quello che aveva quando era vivo. Il
potere d’astuzia e d’ingegno è il doppio di quello che aveva da
vivo.
Documento Redatto da Scattus e dallo Staff di Elamshin
