Ed ecco, ci trovammo di fronte a una radura. Il sole era alto, rivolto a est, ma mancava poco prima che arrivasse alla sua massima altezza. La luce penetrava dagli alberi creando un’atmosfera di pace, con alcuni angoli nella penombra e altri toccati dai raggi del sole. Proprio in uno di questi, vidimo un cavallo, o almeno sembrava così, se non per il fatto che in fronte aveva un corno di colore bianco-argenteo. Io e Ganeb rimasimo per un po’ di tempo a guardarlo, mentre si abbeverava in parte a un piccolo ruscello proveniente da una sorgente vicina. La vicinanza dell’acqua lo rendeva ancora più splendente, grazie pure al suo colore candido che rifletteva la calma e la purezza di quel momento. Decisi quindi di avvicinarmi a lui, uscendo dal nostro nascondiglio lentamente, preoccupato che quella creatura potesse scappare. Portai prima un passo sul terreno soffice per il muschio, poi un altro e un altro ancora. calpestai una foglia secca,e lui se ne accorse, alzo il muso e portò gli occhi verso di me, per poi sfuggirmi dalla vista con un trotto agile e che ben si adattava alle sue forme. Appena non mi fu più visibile, Ganeb uscì anch’esso dal cespuglio. Non disse nulla, e ci incamminammo ancora per la foresta fino a quando il sole non si trovò vicino a scomparire dietro l’orizzonte. Accendemmo il fuoco e mangiammo la carne cacciata durante la giornata. Fu proprio mentre finimmo di mangiare che sentii un rumore proveniente da dietro di me. Mi voltai e subito riconobbi la sagoma del cavallo visto nella mattinata. Si avvicinò a me, arrivandomi in parte, e sentii come se mi stesse entrando nella testa. Mi parve che anche Ganeb avesse la stessa sensazione. Fui il primo a rivolgergli la parola. “Salve, creatura maestosa che ho avuto il piacere di osservare..cosa sei?” non pensavo potesse rispondermi, ma, come se mi stessi rispondendo da solo con la mente, anche se con una voce diversa, lui mi rispose “Salve, umano. Se proprio lo vuoi sapere io sono un kilin, devoto alla natura e alla sua protezione. Vi do il benvenuto nella foresta, anche se da quello che ho visto oggi non dovreste esserlo” “Perché?” gli chiesi. “Perché avete ucciso una creatura che faceva parte di questo luogo” fu la sua unica risposta. Rimasi a pensare alle sue parole, per poi rispondergli “Beh, ci serviva per sopravvivere, non abbiamo qui con noi abbastanza cibo”. Il kilin mi rientrò nella testa per rispondermi “Qui nella foresta potete trovare anche cibo che non sia animale. Prendete ad esempio le bacche, non penso che dispiacerà agli alberi. Solo questo sono venuto a dirvi: cercate di rispettare la natura”. Nitrì leggermente, mentre lasciava il contatto con le nostre menti e tornava velocemente da dove era venuto. A quel punto Ganeb prese la parola “Sarà meglio ascoltare quella creaatura, dopotutto guarda dove ci troviamo” indicò gli alberi attorno e il cielo, ormai divenuto stellato, che si estendeva sopra la nostra zona. Lo guardai per un attimo, e pensai che quello era il giorno più bello della mia vita.
Memorie di Jidar, cacciatore che si pentì di quello che aveva fatto agli animali
Related Articles
No user responded in this post
Leave A Reply